Il patrimonio artistico e monumentale di Piana
è attraversato dalla cultura barocca
e da quella bizantina le quali in alcuni felici
momenti di fusione hanno prodotto esiti singolari.
Sulla base dei documenti, ad oggi disponibili,
è possibile supporre che gli Albanesi
fondatori di Piana, dopo quasi un secolo di
permanenza nel luogo, abitassero case costruite
secondo schemi architettonici più medievali
che cinquecenteschi, con uso di archi in pietra
e di volte a botte. Allontanatisi in un certo
senso dall’arte bizantina, gli arbëreshë
decisero di conferire al paese caratteristiche
urbanistico-architettoniche che guardavano
alla città di Monreale nel cui territorio
e giurisdizione ricadevano le terre loro assegnate.
Il barocco così concretizzato fu però
poco capriccioso e privo di esasperazioni
decorative.
Tra la fine del ‘500 e la prima metà
del ‘600, sotto la profonda influenza
della personalità artistica di Pietro
Novelli, fu realizzato quanto vi è
oggi di maggiore interesse artistico-architettonico:
chiese, fontane, palazzi e assetto del centro
storico. Nei secoli successivi non si registrarono
che aggiunte e completamenti compatibili con
le sempre più esigue risorse finanziarie
disponibili.
Nel secondo dopoguerra sono state operate
trasformazioni urbanistiche e architettoniche,
non sempre rispondenti a canoni culturalmente
e scientificamente corretti, che hanno prodotto
in alcuni casi danni irreversibili. Parallelamente,
però, si è registrata una attenzione
particolare per l’arte bizantina. Come
termine ante quem si può considerare
il 1959, quando le icone della chiesa di S.
Nicolò di Mira in Palermo, furono trasferite
nell’iconostasi (appositamente costruita)
della chiesa di S. Nicola. Nel 1979 iniziò
il loro restauro e la dimenticata arte iconografica
venne riscoperta grazie a quanto gli Albanesi
di Palermo avevano saputo conservare meglio
di quanto avrebbero fatto quelli di Piana.
Alle icone del ‘600 e del ‘700
in breve tempo si aggiunsero altre duecento
icone di autori greci ed italiani che hanno
notevolmente contribuito a far nascere una
fiorente scuola iconografica locale.
Anche negli anni ’80 e ’90 si
è consolidata una maturazione culturale,
una maggiore consapevolezza del valore della
memoria e del “documento”, largamente
inteso, che ha favorito in svariati ambiti
lo sviluppo artistico.
BIBLIOTECA,
ARCHIVIO STORICO, MUSEO DEL SEMINARIO DIOCESANO
In
questa biblioteca sono confluiti i patrimoni
librari di diverse altre istituzioni religiose,
ormai estinte, come il Seminario greco-albanese
di Palermo, l'Oratorio dei Padri Filippini,
il Ricovero degli agricoltori invalidi, la
biblioteca della Cattedrale di San Demetrio
e altre ancora. Il fondo custodito ha una
forte caratterizzazione bizantina ed albanologica,
impreziosita dalla presenza di cinquecentine
e secentine. Queste caratteristiche ne fanno
una struttura bibliotecaria di assoluto rilievo
e d'inestimabile valore storico e culturale.
Il Seminario è, inoltre, la sede dell'Archivio
storico diocesano, recentemente riordinato,
che comprende anche la parte superstite dell'Archivio
storico del Comune andato distrutto da un
incendio nei primi anni '50. La chiesa di
S. Nicola, adiacente al Seminario, ospita
il museo diocesano dove sono esposti oggetti
e paramenti sacri.
LA
BIBLIOTECA COMUNALE ZEF SCHIRO'
Istituita
nel 1977, la biblioteca è impostata
"a scaffale aperto" secondo le norme
biblioteconomiche (Classificazione Decimale
Dewey, catalogazione descrittiva, catalogazione
semantica) più avanzate. La struttura
bibliotecaria gestisce con sistemi informatici
il proprio patrimonio librario che ha ormai
raggiunto il traguardo delle 18.000 unità
bibliografiche. Diverse sezioni speciali raccolgono
interessanti collezioni fra cui spicca la
sezione dedicata alla cultura locale e a quella
arbëreshe in particolare. La biblioteca
svolge inoltre un'intensa attività
di promozione culturale, pubblica il periodico
Biblos e i Quaderni di Biblos, piccoli volumi
in cui vengono approfonditi temi e argomenti
di cultura locale o che riguardano le minoranze
linguistiche.
IL
MUSEO CIVICO NICOLA BARBATO
Il
nuovo museo civico N.Barbato, inaugurato nella
primavera del 2002 è ubicato nei pressi
della piazza V.Emanuele. L'immobile ospitava
anticamente l'Oratorio
San Fiulippo Neri (Ritiri), il suo restauro
con la nuova finalità di Museo Civico
intende destinarlo a sede per eventi ed attività
culturali.
LA
NECROPOLI PALEOCRISTIANA DI CONTRADA S.AGATA
A
pochi chilometri da Piana in contrada S.Agata
sono stati scoperti nel 1988 i resti di una
necropoli paleocristiana di età tardo-romana
a conferma della produttività culturale
antica e moderna del territorio.